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domenica 12 settembre 2010

Sorprese


A volte succede che in mezzo ai pesci importati vi siano specie che non erano state richieste, alcune volte si tratta di vere e proprie rarità. Come è possibile? Spesso si tratta dello stesso tipo di errore che si commette al supermercato: volevo i cracker salati e ho preso quelli non salati. Perlomeno a me succede spesso. Altre volte, invece, si tratta di errori dovuti a vere e proprie identificazioni errate. Pigliate per esempio un gruppo di Crenicichla nane, mettiamo che si tratti di C. regani "Rio Negro". Mettiamo che peschiate una trentina di femmine ed un po' di maschi da spedire in Italia. Determinare le Crenicichla è un casino, figuriamoci quando si tratta di una specie ad elevatissima variabilità.


Di C. regani qui non c'è molto dato che le femmine di questa specie mostrano ocelli bordati di bianco che in questo caso mancano e in secondo luogo le barre sui fianchi sono in numero maggiore di 9. Di che si tratta quindi? Potrebbe essere C. wallacii o C. notophtalmus. Occorrerebbe acquistare un bel gruppo di pesci e vedere come crescono. C. wallacii e notophtalmus possono essere distinte tra loro perché la seconda ha una banda bianco argentea sulla pinna dorsale (è proprio vero, non importa quante vasche hai, ne mancherà sempre una; nel mio caso anche più di una). Grazie Gianni per avermi segnalato questa chicca.
Se qualcuno ha altre ipotesi me le scriva, da parte mia vi terrò aggiornati: sto scocciando mezzo mondo, qualcosa verrà.

Update: ho spedito le immagini a Oliver Lucanus che è abbastanza convinto che non si tratti di C. regani e a conferma della sua ipotesi aggiunge che ultimamente i pesci importati sotto il nome di regani provengono dalla Colombia e sono C. wallacii oppure delle nuove specie del Rio Inirida. Mi ricorda anche che per essere C. notophtalmus i maschi dovrebbero presentare i primi raggi della pinna dorsale molto sviluppati. Me lo ricordavo, ma non sono sicuro – non ho chiesto – che i pesci fotografati siano selvatici e nelle Crenicichla allevate in acqua che non sia tenera questi filamenti non si sviluppano. È lo stesso caso di Apistogramma trifasciata.

7 commenti:

enrico ha detto...

Se sono noto selvatiche dovresti lo stesso vedere i primi 5 raggi della dorsale molto lunghi, anche se tenute in acqua dura. Se non lo sono e sono cresciute in acqua relativamente dura vedi comunque i primi 5 raggi ben staccati, cosa non presente nella dorsale dei maschi di regani. Le inirida I II e III e le orinoco hanno altri punti identificativi che qui sembrano non apparire. Il pattern melanico oltre che per noto e regani combacia anche per wallaci, anche se queste in genere sono meno colorate.

Livio L. ha detto...

Grazie Enrico, appena possibile vedo di fotografare decentemente i maschi.

enrico ha detto...

Sono andato a vederle oggi. Dovrebbero essere tutte cf. regani tranne le 2 o 3 femmine con la dorsale arancio che sono forse wallacii. Fra l'altro ero partito con l'idea fissa nourissati, myrnae e panamensis ma ho dirottato subito su Heros efasciatus, notatus e H. isonycterina. Per queste ultime pero' aspetto un mese.

Livio L. ha detto...

In base a quali caratteri pensi che la maggior parte delle femmine sia cf. regani? Per quanto riguarda i nourissati ti ho preceduto! :-D

enrico ha detto...

Colore e ocelli della dorsale, raggi piu' compatti, spot e bordatura caudale. Poi i livelli di aggressivita' che mostrano sono piu' da regani che da noto.

Livio L. ha detto...

Ma gli ocelli della dorsale non devono essere circondati da una fascia bianca nelle regani? Questo è uno dei caratteri distintivi dati nel libro di Romer.

enrico ha detto...

In teoria si ma queste sono ancora piccole e il bianco puo' saltare fuori dopo. Poi quelle pescate nella zona di Barcelos il bianco possono mostrarlo debolissimo o non mostrarlo affatto.