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giovedì 2 settembre 2010

E chi li conta più?

Fotografia: waterpollo

Giorno che passa Australoheros che trovi ed oggi è il turno di Australoheros acaroides. Questa volta però non ho particolari rimostranze da portare dato che la risurrezione di questa specie è dovuta ad una nuova analisi delle specie brasiliane descritte in passato che tanto avevo auspicato in post precedenti. A. acaroides, infatti, fino ad ora è stato considerato un sinonimo di A. facetus, ma una nuova analisi del materiale conservato ha evidenziato alcuni caratteri in grado di distinguere tra loro le due specie: posizione della bocca, spessore del labbro, numero di file di scaglie sulle guance e diverso numero di denti esterni sul ceratobranchiale. Quindi bentornato Australoheros acaroides.


Australoheros acaroides n. sp.


Distribuzione Regioni inferiore e media del bacino del rio Jacuí, lago Guaíba ed affluenti e sistema lagunare Patos-Mirim dal Brasile meridionale.

Etimologia Acaroides probabilmente deriva dal termine locale acara utilizzato per indicare i ciclidi sudamericani e dal suffisso oides che significa simile a.

Ecologia A. acaroides popola corsi d'acqua con corrente moderata e substrato argilloso. Durante il periodo secco questo ciclide si spinge nelle zone inferiori del corso che risultano ombreggiate dalla vegetazione.

Note La specie è stata descritta da Hensel nel 1870 ed è stata ridotta in sinonimia con Chromis facetus (ora Australoheros facetus, la specie tipo del genere) da Steindachner nel 1875. L'articolo che presenta la descrizione della specie è liberamente scaricabile al link sottostante.
Ah, per chi lo volesse sapere siamo alla ventunesima specie descritta di Australoheros.


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